Nostalgie
L'istante e la durata del tempo
GENOVA
dal 14 Marzo 2008 al 25 Maggio 2008 |
L'accelerazione della storia o, secondo alcuni, la sua fine, la polverizzazione delle strutture etiche e delle tradizioni, la lontananza dal proprio luogo d'appartenenza, l'assenza di un' immagine del futuro, la pervasività di modelli culturali omologanti, sono elementi che caratterizzano il paesaggio contemporaneo.
E' questo lo scenario in cui si inscrive parte dell'arte recente che, in vario modo, esprime lo smarrimento di senso, la percezione della perdita, della mancanza. Mancanza e perdita che dagli artisti presenti in questa rassegna vengono diversamente declinate a partire dalle diverse provenienze, sensibilità, scelte poetiche e linguistiche di ciascuno.
Perdita delle proprie origini, nostalgia di un luogo perduto o mai trovato, perdita di relazioni, di affetti, di identità, perdita dell'innocenza, contrassegnano le opere di alcuni tra loro. Mancanza come insofferenza dei limiti spazio-temporali, dello scadere del tempo, percezione di quell'insufficienza essenziale che muove l'infinita produzione del vivente. Mancanza come condizione ontologica propria dell'uomo, in un altro gruppo di artisti.
Artisti che, in vario modo, a tale mancanza essenziale, danno espressione su di un piano puramente linguistico, formale, alieno da coinvolgimenti personali, emotivi.
Due prospettive, due diversi percorsi di ricerca che si integrano a vicenda nel tentativo di disegnare una mappa parziale, di fornire un'indicazione di lettura, dell'inquietudine contemporanea, così come l'arte attuale ce la rappresenta.
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